Il pesce e la neve

Questo è quello che potremmo definire un esperimento di post doppio.

Cioè quando hai più cose da dire che tempo da spendere e più idee in testa che tasti sulla tastiera. E se la tastiera si chiama IBM 104 evidentemente i tasti non sono pochi.

Partiamo dal pesce.

Mario

 Questo è Mario, un bellissimo Betta Splendens che mi è stato regalato pochi giorni or sono. Sono contento del regalo perché lui è bellissimo, perché l’idea con cui mi è stato regalato è bellissima e perché alla fine è tutto molto affascinante: sto delle ore seduto davanti all’acquario a guardarlo muoversi sinuoso a destra e a manca. Quando è arrivato in casa nostra era in una vaschetta minuscola e nell’acqua fredda e la cosa non era ammissibile. Il mio profondo io animalista si è ribellato e nel giro di una dozzina di ore avevamo un simpatico mini acquario con pompa, filtro e riscaldamendo per l’acqua, dato che Mario è un pesce tropicale e quindi ha ben donde di richiedere l’acqua ad almeno 25 gradi. Eppure, di li a poco un evento bello che mi ha riempito di gioia si è già trasformato nella cartina tornasole del nostro sovraccarico. Mario è stato male e io a vederlo sono stato male con lui. Dopo i primi giorni in cui era bello solare e con le pinne spiegate, si è subito adeguato all’umore della casa ed ora se ne sta sempre sdraiato sul fondo dell’acquario. Ho cercato su internet ed ho capito che è annoiato. Il pesce. Annoiato. Voglio dire alla fine perché un pesce non dovrebbe annoiarsi? Si certo, ho capito, ma io ho già due lavori, una moglie ed un figlio, quando lo trovo il tempo di giocare con il pesce? Ovviamente non è così, questo è facile sarcasmo, la realtà dei fatti è che sembrerebbe essere annoiato perché nell’acquario non c’è alcuna pianta (vera, perché quelle di plastica non contano), non c’è alcun fondale (tranne la ghiaietta), non c’è praticamente nulla di quello che c’è nel mondo reale. E alla fine capisco che siamo a Roma e non capisco perché un Betta Splendens Tailandese debba stare ad Acilia a Dicembre. Mi sono già terribilmente affezionato a lui e vorrei fare tutto il possibile per farlo stare bene e per fargli vivere una vita con un qualche significato, così stavo pensando di andare domani ad informarmi per la sabbia, le piante, questo e quell’altro quando alla fine mi è sorto il dubbio se la cosa migliore da fare per lui non sia riportarlo al negozio e lasciare che trovi qualcuno che si possa degnamente prendere cura di lui, visto che in questa fase già difficilmente riesco a prendermi cura di me.

A questo punto affrontiamo una questione un po’ più faceta. La neve. A capodanno si va sulla neve! Si prende la nostra piccola mitica Lander e si va a fare 5 giorni di puro e semplice campeggio invernale! Siamo totalmente allo sbaraglio, totalmente impreparati e totalmente incoscienti, ma c’è un modo più interessante di questo di fare qualsiasi cosa?

Oggi abbiamo fatto il sopralluogo nel campeggio dove andremo a stare ed ho capito perfettamente che moriremo di freddo ma che sarà una delle esperienze più divertenti della nostra vita. E detto fra noi esigo che lo sia.

Non vedo l’ora di partire. Mancano solo 48 ore. Anzi in realtà 33.

Lander Andrea 79

questo sono io che simulo la posizione della nostra roulotte

 

Lander Special 401

questo è ciò che si intende per campeggio invernale

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