Presa di coscienza

Improvvisamente ho capito. Non è stato difficile in fondo. La sensazione è sempre quella di correre, e correndo vedi lungo la strada dei soggetti che giudichi irrilevanti, su cui non scommetteresti un soldo bucato e che, diciamolo ti fanno anche un po’ schifo. E intanto continui a correre verso il tuo obiettivo, con impegno, dedizione, e soprattutto gran fatica. E improvvisamente all’orizzonte vedi spuntare la stessa monnezza umana che hai appena sorpassato e ti chiedi come sia possibile. Ha preso una scorciatoia? Qualcuno gli ha dato un calcio in culo così forte che è schizzato a mille chilometri? Poi improvvisamente capisci. Il problema è la vita normale. Non mi drogo, non mi ubriaco, non sono solito mettere le mani addosso alla gente, ed ho sempre ritenuto questi lati positivi del mio carattere che mi avrebbero di sicuro aiutato nel proiettare un’immagine positiva sulla gente che mi circonda. Lavoro, ho una casa, una famiglia, una vita regolare, e forse il problema è qui. Perché i relitti umani che dormono per strada, stanno costantemente a scollettare i cinquanta centesimi per comprarsi il fumo, si ubriacano e si vomitano addosso, alla fine me li trovo sempre davanti in tutto? 

Perché il problema è che sono una minoranza, io; e per di più una minoranza temuta perché so quello che dico e quando lo dico, io, e ascolto ciò che dici e quando lo dici. E io me lo ricordo, dato che non sono ubriaco o devastato. E questo è un problema, perché la gente non sa come relazionarsi. E questo è un problema perché da stravolti o da ubriachi e più facile socializzare. E questo è un problema perché da ubriachi o devastati è più facile trovare altre persone ubriache o devastate. E i giudici al traguardo, quelli che io cerco disperatametne di raggiungere, sono tutti ubriachi e stravolti. E questo è un problema.

Essenza di pace

Quante cose, quante cose!

E’ tantissimo tempo che non scrivo sul blog e ci sono veramente mille cose di cui vorrei parlare, mille cose di cui avrei voluto parlare se solo avessi avuto il blog a portata di mano…

Quante cose sono successe… passiamo dalle facete…

Ho una macchina nuova… una Toyota Prius, per chi non lo sapesse è un auto ibrida elettrica+benzina. E’ stata una scelta schizoide, di un momento strano della mia esistenza, ma ora, con il senno di poi, mi rendo sempre più conto che è probabilmente una delle scelte più intelligenti che io abbia mai fatto. Tanti sono i fattori che me la fanno apprezzare… innanzitutto la comodità di una macchina pensata per essere una macchina di taglia “grande”, quindi spazio in abbondanza per tutti, sportelli e sportellini ovunque, confort di viaggio senza precedenti, silenziosità infinita (soprattutto quando si va in elettrico, ovviamente)… il secondo è senza dubbio quello economico in quanto praticamente (senza finti sensazionalismi) puoi andare in giro con un soggiorno con le ruote spendendo la benzina che spenderesti andando in giro con una Smart, e scusate se è poco… in fine ma ovviamente non meno importanza, si inquina molto meno di qualsiasi altra autovettura in circolazione.

Mio padre ha aperto un blog, disponibile all’indirizzo http://roberto.brancatelli.it/ – in realtà il blog esisteva già da qualche mese, ma solo recentemente ha iniziato a tenerlo aggiornato con regolarità. Fa strano, non so che altro dire; comunque ha un che di interessante.

Il disco degli Shots in the Dark è quasi finito. Deo gratias.

Valentina è in Costa d’Avorio a fare volontariato. Costruirà una scuola (se ho capito bene) e dei pozzi d’acqua. Dario è a Ladispoli dalla nonna a giocare e divertersi (lui, non la nonna). Io sono da solo e tutto fa molto strano. Il tempo è rarefatto, sto facendo un milione di cose, la solitudine è un piacevole brodo, ma alla fine chi si cuoce nel suo brodo…

15 giorni, oramai 13 credo. Troppo tutto.

Come maltrattare la filosofia

Magari mi sbaglio, ma ho la forte sensazione che ci sia un vivo parallelismo tra il Buddhismo e il pensiero filosofico di Schopenhauer.

E tra l’altro Schopenhauer è sempre stato il mio filosofo preferito.

Bisognerebbe riflettere un po’ su questo Buddhismo. Ho lento anche molto del Taoismo e, per me, profondo essere privo di spiritualità e così assetato di raziocinio e schema mentale, queste filosofie sono fonte di enorme meraviglia ed enorme curiosità.

Devo indagare.

Guardami.

Un rapido aggiornamento del blog solo per segnalare a coloro ai quali facesse piacere vedermi suonare dal vivo, che potranno sentirmi il 22 Giugno 2008 dal vivo allo Zion Beach sulla litoranea di Ostia (dalle parti di Torvaianica) con gli Shots in the Dark, oppure il 28 Giugno 2008 alla Masseria Moska a San Cataldo vicino Lecce sempre con gli Shots in the Dark, oppure il 29 Giugno 2008 a Morlupo con gli Antistamina ed, in fine, il 19 Luglio 2008 a Bologna sempre con gli Shots in the Dark.

E poi non dite che non ve l’avevo detto.

Server WEB con Load Balancing e integrità delle sessioni (Apache 2.2 + mod_proxy_balance)

Buongiorno e grazie per l’acquisto.

Oggi configureremo un cluster di server WEB affinchè sinao in grado di bilanciare le richieste tra i componenti del cluster e garantire un certo livello di alta affidabilità.

Partiamo con gli ingredienti. Servono 3 dicasi tre server: due (presumibilmente potenti) in cluster per erogare il sito web vero e proprio ed un server (presumibilmente più piccolo) per effettuare il balancing delle richieste. Per dirla tutta sui due web server può girarci un qualsiasi server web a partire da Apache 2.0 in poi mentre sul server di balancing avremo bisogno di Apache 2.2 compilato con il supporto per il mod_proxy e mod_proxy_balancer.

Per chi non lo sapesse l’unico sistema operativo degno di essere usato è Freebsd, per cui questo how-to si appoggerà ad esso.

Per il nostro esempio definiamo i due web server come www1 (www1.site.com) e www2 (www2.site.com) mentre la macchina balancer è identificata come www (www-fw.site.com).

Innanzitutto andiamo su www, dentro /usr/ports/www/apache22 e spariamoci un bellissimo make options, all’interno del quale attiveremo tutti i mod_proxy, seguito da un make install che frullerà per parecchi minuti.

cd /usr/ports/www/apache22
make options
make install

A questo punto modifichiamo l’httpd.conf dentro /usr/local/etc/apache22 aggiungendo le seguenti righe:

<Proxy *>
Order deny,allow
Allow from all
</Proxy>
ProxyPass /balancer-manager !
ProxyPass / balancer://mycluster/ stickysession=BALANCEID nofailover=On
ProxyPassReverse / http://www1.site.com/
ProxyPassReverse / http://www2.site.com/
<Proxy balancer://mycluster>
BalancerMember http://www1.site.com route=www1
BalancerMember http://www2.site.com route=www2
ProxySet lbmethod=byrequests
</Proxy>
<Location /balancer-manager>
SetHandler balancer-manager
Order deny,allow
Allow from all
</Location>

A questo punto dentro /etc/rc.conf io suggerisco di attivare lo startup di apache22 al boot e di htcacheclean che fa la pulizia della directory di cache del proxy:

apache22_enable=”YES”
htcacheclean_enable=”YES”

Ok, il balancer è pronto, ora dobbiamo semplicemente istruire i web server affinché in fase di erogazione dei contenuti venga specificato il COOKIE che permette al balancer di riassociare un client al suo server. Dentro l’httpd.conf di ognuno dei due server web incolliamo (nel virtual host che ci interessa o nella location) il seguente codice:

RewriteEngine On
RewriteRule .* – [CO=BALANCEID:balancer.www1:site.com:1440:/]

Attenzione ad impostare correttamente il domain del cookie, il lifetime ed il path. E soprattutto attenti ad aver attivato il mod_rewrite prima di attivare la rewriteengine. E soprattutto sul secondo server cambiate www1 in www2

Ok, restartate tutti e tre gli apache… dovrebbe funzionare.

Buon divertimento.

p.s.:
poi amplio il concetto…